Anteprima
Panoramica
Aindo è una società di Trieste, nata nel 2018 nell’ecosistema della SISSA, che produce dati sintetici: archivi artificiali generati da un modello addestrato sui dati veri, che conservano le relazioni statistiche fra le colonne ma non contengono più le persone di partenza. Serve a chi ha informazioni sensibili ferme in un cassetto, perché condividerle o usarle per addestrare un modello sarebbe un problema di privacy.
Il terreno principale è la sanità: ospedali, IRCCS, aziende farmaceutiche e centri di ricerca che devono costruire evidenze cliniche senza spostare cartelle vere. La piattaforma si installa anche on premise, resta dentro il perimetro dell’organizzazione e produce dataset utilizzabili da terzi. Il limite è evidente: non è uno strumento che si prova nel pomeriggio, non ha un listino pubblico e presuppone dati già ordinati. Fuori dai contesti regolamentati è sovradimensionato.
Come nasce un archivio che non contiene nessuno
Il passaggio pratico è questo: l’archivio di partenza viene dato in pasto a un modello generativo che ne impara la struttura — quali valori compaiono insieme, come si distribuiscono, quali correlazioni reggono — e poi produce righe nuove con la stessa forma. La verifica è la parte che distingue un lavoro serio da un esercizio: dopo la generazione si confrontano le distribuzioni colonna per colonna e si misura quanto il risultato resti fedele all’originale. Serve una misura, non un’impressione, perché un archivio artificiale troppo simile a quello vero riapre il problema di riservatezza che doveva risolvere, e uno troppo lontano non serve a niente.
Dove finiscono davvero questi dati
Il caso più frequente è un ospedale con vent’anni di cartelle cliniche che vorrebbe passarle a un centro di ricerca partner o usarle per addestrare un modello, e non può perché sono informazioni di categoria particolare. Dalla versione artificiale nascono i bracci di controllo sintetici negli studi clinici, che riducono il numero di pazienti da arruolare, le analisi di popolazione per gli enti pubblici e la condivisione con fornitori esterni senza catene infinite di contratti sul trattamento. Il quadro normativo attorno a questi usi lo abbiamo ricostruito in AI in sanità: cosa è già legale in Italia e cosa no.
Che cosa serve avere prima di cominciare
Si parte da un contatto commerciale, si definisce il perimetro dei dati e si sceglie dove far girare tutto: in cloud oppure, nella maggior parte dei progetti sanitari, dentro l’infrastruttura del cliente. Poi si collega la sorgente, e qui la piattaforma dialoga con i principali database. Il prerequisito vero però sta a monte: i dati devono essere già ordinati, con campi coerenti e significati documentati. Se l’archivio di partenza è confuso, il risultato eredita la confusione e la moltiplica, perché il modello impara anche gli errori.
Prezzo, dimensioni, destinatari
La cifra si costruisce sul progetto, fra volume dei dati, tipo di installazione e livello di assistenza. È la prassi del segmento, ma va detto con chiarezza, perché chi cerca qualcosa da provare in autonomia qui non lo trova. L’azienda lavora fra Trieste e Milano con circa venticinque persone, ha chiuso un round da sei milioni di euro guidato da United Ventures e ha ottenuto un finanziamento dell’EIC Accelerator europeo: numeri da realtà specializzata, non da fornitore generalista, e questo si riflette anche sul tipo di rapporto che si instaura. Ha senso per sanità, ricerca farmaceutica, finanza e pubblica amministrazione, cioè dove esistono archivi sensibili, vincoli stringenti e un responsabile della protezione dei dati da convincere. Per la piccola impresa che vuole solo mettere alla prova l’intelligenza artificiale sui propri numeri bastano strumenti molto più leggeri, come quelli elencati fra le alternative italiane ed europee a ChatGPT. Il sito ufficiale è aindo.com.
Funzionalità principali
Generazione di dati sintetici
Un modello impara la struttura dell’archivio reale e ne produce uno artificiale statisticamente equivalente.
Tutela della privacy
I record generati non corrispondono a persone esistenti, quindi non ricadono nel trattamento di dati personali.
Completamento dei dati
Ricostruisce valori mancanti e rende compatibili archivi che arrivano da sistemi diversi.
Riduzione dei bias
Permette di riequilibrare le classi sottorappresentate generando casi sintetici aggiuntivi.
Installazione on premise
La piattaforma può restare dentro l’infrastruttura del cliente, senza far uscire i dati originali.
Condivisione con terzi
I dataset sintetici possono essere passati a partner, fornitori o ricercatori esterni.
Pro e contro
👍 Punti di forza
- Risolve un problema concreto: usare dati sensibili senza spostarli
- Nata in Italia, con installazione locale e attenzione a GDPR e AI Act
- Certificazione ISO 27001 e casi reali in ospedali e aziende farmaceutiche
- Competenza verticale sulla sanità, rara fra i fornitori generalisti
👎 Da considerare
- Nessun listino pubblico: si passa sempre da un preventivo
- Non è uno strumento self service, servono un progetto e un referente tecnico
- Richiede dati già strutturati e puliti per dare risultati affidabili
- Fuori da sanità, finanza e settore pubblico è sproporzionato
Ideale per
Piani e prezzi
Verifica sempre sul sito ufficiale
Piattaforma
- Licenza annuale negoziata sul progetto
- Installazione cloud oppure on premise
- Supporto e affiancamento tecnico
Progetti di ricerca
- Collaborazioni con IRCCS, università e aziende farmaceutiche
- Generazione di evidenze del mondo reale
- Perimetro definito caso per caso
Domande frequenti
Che cosa sono i dati sintetici?
Sono record generati da un modello addestrato su dati veri. Riproducono le stesse relazioni statistiche dell’archivio originale, ma ogni riga è artificiale e non corrisponde a una persona reale.
I dati sintetici sono soggetti al GDPR?
Se la generazione è fatta bene e non consente di risalire agli individui di partenza, il dataset risultante non è un dato personale. Resta però una valutazione da fare caso per caso con il responsabile della protezione dei dati.
Quanto costa Aindo?
Non esiste un listino pubblico. Il prezzo viene definito sul singolo progetto, in base al volume dei dati, al tipo di installazione e al livello di supporto richiesto.
Si può installare dentro l’ospedale?
Sì. La piattaforma supporta il deployment locale, così i dati originali non escono mai dall’infrastruttura dell’organizzazione.
A chi serve davvero?
A sanità, life science, finanza e pubblica amministrazione, cioè a chi ha archivi sensibili e vincoli normativi stringenti. Per una PMI senza dati regolamentati non ha senso.