Newsletter
Notizie

Altman: OpenAI e Anthropic hanno visioni opposte sui rischi dell’intelligenza artificiale

Un microfono su un palco, in bianco e nero

Sam Altman ha spiegato, con una franchezza non scontata, perché OpenAI e Anthropic la pensano in modo opposto sui rischi dell’intelligenza artificiale. In un’intervista a Politico pubblicata il 4 ottobre, il fondatore di OpenAI ha difeso un approccio che definisce pragmatico, anche a costo di accettare conseguenze negative lungo il percorso.

“Accettiamo che accadano cose brutte”

Alla domanda su come bilanciare innovazione e sicurezza, Altman ha risposto senza giri di parole: “crediamo che il mondo debba accettare che accadano alcune cose brutte per i benefici di questa tecnologia, e per l’agency delle persone”. Ha aggiunto di non essere disposto ad accettare un compromesso che elimini del tutto il rischio di abusi: “non accetterei uno scambio in cui diciamo ‘ci assicureremo che non ci siano grandi attacchi, nessun uso improprio di questa tecnologia, zero truffe…'”. Per Altman, i benefici complessivi finirebbero comunque per superare di gran lunga i danni causati da un uso scorretto dei modelli.

La differenza con Anthropic

Il passaggio più netto dell’intervista riguarda proprio il confronto con Anthropic. Secondo Altman, l’azienda guidata da Dario Amodei preferirebbe concentrare lo sviluppo dei modelli più avanzati “in un unico laboratorio a San Francisco” per ridurre i rischi, una scelta che Altman definisce “uno scambio del tutto inaccettabile”. OpenAI, al contrario, sostiene un approccio normativo più leggero, basato sulla diffusione ampia della tecnologia piuttosto che sulla sua concentrazione in pochi attori selezionati.

Dove Altman traccia il limite

Non è una difesa senza condizioni. Altman ha precisato di non essere disposto ad accettare “i rischi davvero catastrofici”, in particolare “una grave perdita di controllo sull’intelligenza artificiale”. È una distinzione che l’azienda ripete spesso nelle sue comunicazioni pubbliche: i danni minori, diffusi e in parte prevedibili sono il prezzo da pagare per l’innovazione; gli scenari di perdita di controllo totale restano invece una linea rossa che OpenAI dice di non voler superare.

Un dibattito che va oltre le due aziende

Lo scontro tra le due visioni non è solo filosofico. Dopo mesi di tensioni tra Anthropic e l’amministrazione Trump, culminati persino in una cena alla Casa Bianca per ricucire i rapporti, il modo in cui ciascun laboratorio parla pubblicamente di rischio pesa sulle scelte politiche di Washington. OpenAI, più vicina alla linea della Casa Bianca su regole leggere e crescita rapida, si trova oggi nella posizione di dover difendere pubblicamente perché accetta compromessi che Anthropic, con una narrativa più cauta, ha sempre evitato di sottoscrivere. Resta da vedere quale delle due strategie convincerà di più regolatori e opinione pubblica, in un momento in cui gli incidenti legati agli agenti IA si fanno sempre più frequenti.

Foto: Gezer Amorim / Pexels

Categorie Notizie
Aziende Anthropic OpenAI
Giulia Ferrero

Giulia Ferrero

Redazione · Notizie

Ti è stato utile questo articolo?

Ricevi ogni venerdì mattina le storie e i tool che contano. Gratis, niente spam.