Elon Musk ha confermato che SpaceXAI, la costola dedicata all’intelligenza artificiale del suo impero aerospaziale, cambierà nome in SpaceXSI. La sigla “AI” sparisce, sostituita da “SI”: non è un restyling qualunque, ma l’adesione a una linea imposta dall’alto, direttamente dalla Casa Bianca di Donald Trump.
“Sì, faremo quel cambiamento”
Interpellato su X a proposito del nuovo nome, Musk ha risposto in modo laconico: “Sì, faremo quel cambiamento”. Non ha aggiunto dettagli su tempi e modalità della transizione, e al momento dell’annuncio, il 4 ottobre, l’account X di SpaceXAI non risultava ancora aggiornato. L’azienda non ha risposto alle richieste di chiarimento delle testate che hanno seguito la notizia, tra cui Investing.com, che riprende un dispaccio Reuters.
La parola che Trump vuole cancellare
Il cambio di nome segue un’indicazione arrivata direttamente dal presidente statunitense. Parlando all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Trump aveva annunciato l’intenzione di sostituire ovunque, nei documenti ufficiali americani, il termine “artificial intelligence” con “super intelligence”: “Da questo momento in poi, tutti i documenti degli Stati Uniti […] saranno modificati per usare il termine molto più accurato di ‘super’, al posto di ‘artificial'”. Una scelta che il presidente giustifica come più fedele a ciò che la tecnologia dovrebbe rappresentare, ma che per i critici è soprattutto una mossa simbolica, più vicina alla propaganda che alla sostanza. Pochi giorni fa Trump aveva già affidato al capo dell’intelligence Jay Clayton la guida della nuova Super Intelligence Force, l’organismo che dovrà scrivere un rapporto sulle politiche IA del governo entro 120 giorni.
Musk, sempre in prima fila
Che Musk sia il primo a muoversi non sorprende: l’imprenditore ha costruito gran parte della sua identità pubblica recente sull’allineamento, spesso esplicito, con l’amministrazione Trump. SpaceXAI era già, di fatto, il ramo che riunisce le ambizioni di intelligenza artificiale legate all’ecosistema SpaceX, distinto da xAI, la società che sviluppa Grok. Non è chiaro, al momento, se anche xAI seguirà lo stesso destino terminologico, né se altre aziende vicine a Musk faranno lo stesso.
Un cambio che dice più della sostanza
Resta da vedere quanti altri useranno la stessa sigla, e quanti invece continueranno a chiamare le cose con il nome con cui le conosce il resto del mondo. Per ora, “super intelligence” è un’etichetta politica prima ancora che tecnica: nessuno dei modelli oggi in circolazione, in casa SpaceX o altrove, si avvicina a una vera superintelligenza nel senso in cui la intendono i ricercatori. Il nome nuovo arriva comunque prima delle capacità che dovrebbe descrivere.
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