Broadcom ha accettato di prestare ad Anthropic fino a 42 miliardi di dollari per finanziare l’infrastruttura di calcolo necessaria ai suoi modelli di intelligenza artificiale. Lo rivela un documento depositato alla SEC e riportato da Reuters: il finanziamento prende la forma di un prestito convertibile, cioè un debito che Anthropic potrà in futuro trasformare in azioni di Broadcom.
Il produttore di chip può anche scegliere un partner finanziario a cui affidare parte dell’operazione. Anthropic, dal canto suo, ha fatto sapere che non intende vendere queste obbligazioni prima della chiusura della sua offerta pubblica iniziale.
A cosa serve il prestito
I 42 miliardi coprono circa un terzo di un impegno molto più grande: un contratto di leasing da 125,2 miliardi di dollari su cinque anni per l’uso dei TPU, i processori per il calcolo AI che Google progetta e che Broadcom costruisce. L’accordo a tre, annunciato nell’aprile 2026, garantisce ad Anthropic diversi gigawatt di capacità di calcolo di nuova generazione a partire dal 2027.
Secondo quanto risulta dai documenti, Anthropic aveva già versato liquidità su un conto vincolato presso Broadcom fin dallo scorso aprile, in base a un accordo convertibile preesistente: il nuovo prestito da 42 miliardi è quindi un’estensione di un meccanismo di finanziamento già in corso, non un’operazione isolata.
Il collegamento con l’IPO
Il tempismo non è casuale. Anthropic punta a quotarsi in borsa prima del Giorno di Grazie, con una valutazione intorno ai 2.000 miliardi di dollari, e ha bisogno di garantire ai futuri investitori che la capacità di calcolo per addestrare ed eseguire i suoi modelli sia già assicurata. Pochi giorni fa il prospetto depositato in vista della quotazione aveva rivelato una perdita di 42 miliardi di dollari in un solo anno, una coincidenza puramente numerica col prestito, ma che dà la misura di quanto l’azienda stia bruciando capitale per crescere. Anche OpenAI, il rivale più diretto, sta cercando una raccolta separata da 30 miliardi di dollari per restare al passo: la corsa al capitale tra i due laboratori si gioca ormai a colpi di decine di miliardi.
Per Broadcom l’operazione è altrettanto strategica: l’azienda prevede di ricavare circa 115 miliardi di dollari dai semiconduttori per l’intelligenza artificiale nell’anno fiscale 2027 e 230 miliardi nel 2028, con Anthropic destinata a diventare il suo principale cliente di calcolo proprio a partire da quel periodo.
Un settore che si muove a prestiti, non solo ad azioni
Il fatto che un produttore di chip finanzi direttamente, con un prestito, lo sviluppo del proprio cliente più importante racconta bene lo stato attuale della corsa all’IA: i laboratori hanno bisogno di capacità di calcolo prima ancora di avere ricavi che la giustifichino, e i fornitori di hardware sono disposti a diventarne creditori per non perdere la fetta di mercato più grande.
Alcuni analisti notano che questo intreccio di debiti e forniture incrociate tra chipmaker e laboratori concentra il rischio su pochi soggetti: se la domanda di calcolo dovesse rallentare, le conseguenze si propagherebbero lungo tutta la catena, da Broadcom ad Anthropic fino ai fondi che stanno per comprarne le azioni in borsa.
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