Ho iniziato a usare Midjourney nel 2022, quando ancora giravano meme sui suoi cavalli con sei zampe. Da allora la qualità è cresciuta al punto che alcune agenzie milanesi lo usano per moodboard interne e visual di campagne minori. Se stai leggendo questa guida, probabilmente hai visto passare qualche immagine impressionante sui social e vuoi capire come funziona davvero, senza tutorial in inglese lunghi due ore.
In questa guida ti spiego come usare Midjourney partendo da zero: dall’iscrizione fino ai parametri più utili, con esempi di prompt che puoi copiare e modificare. Ti dico anche dove il tool zoppica e quando ha senso preferire un’alternativa gratuita.
Cos’è Midjourney e perché tutti ne parlano
Midjourney è un generatore di immagini basato su intelligenza artificiale sviluppato da un laboratorio indipendente di San Francisco, guidato dall’ex fondatore di Leap Motion David Holz. Trasforma descrizioni testuali in immagini, con uno stile che negli anni è diventato riconoscibile: illuminazione cinematografica, colori saturi, composizioni molto curate.
A differenza di Adobe Firefly o Stable Diffusion, Midjourney non ha mai puntato sull’integrazione con software professionali. Ha scelto una strada diversa, quasi controintuitiva: per anni ha funzionato solo dentro Discord, la piattaforma di chat nata per i videogiocatori. Solo dal 2024 esiste una vera interfaccia web dedicata, che ora è il canale consigliato per i nuovi utenti.
Puoi trovare la scheda tecnica completa e i confronti con altri generatori nella nostra pagina dedicata a Midjourney, mentre nell’approfondimento sull’azienda Midjourney Inc. trovi la storia del team e le scelte di prodotto.
Registrazione su Discord e sul sito
La prima domanda che mi fanno tutti è: devo per forza usare Discord? Oggi la risposta è no, ma vale la pena capire entrambe le strade.
Se scegli il sito web, vai su midjourney.com e clicca “Sign in”. Puoi entrare con account Google, Discord o email. Al primo accesso ti chiedono di scegliere un piano: il Basic parte da 10 dollari al mese e include circa 3,3 ore di calcolo veloce, sufficienti per centinaia di immagini. Non esiste più un piano gratuito stabile: le prove gratuite vengono aperte e chiuse a seconda del carico dei server.
Se preferisci Discord, l’account funziona lo stesso ma l’esperienza cambia. Ti unisci al server ufficiale di Midjourney, entri in uno dei canali “newbies” e scrivi i tuoi prompt in una chat pubblica dove altri utenti stanno generando insieme a te. È caotico, ma utile all’inizio: vedi cosa funziona per gli altri e copi le loro strategie.
Il mio consiglio pratico: iscriviti da Discord se vuoi imparare guardando la community, passa al sito web appena hai capito la logica di base. La galleria personale sul sito è molto più comoda per ritrovare i tuoi lavori.

Come scrivere il primo prompt
Un prompt di Midjourney è una descrizione testuale in inglese. Sì, in inglese: il tool accetta anche l’italiano ma i risultati peggiorano visibilmente, perché il modello è stato addestrato soprattutto su didascalie inglesi. Non serve essere bilingue, basta un inglese scolastico.
La struttura che funziona meglio è questa: soggetto, ambientazione, stile visivo, dettagli tecnici. Ad esempio “a woman drinking espresso, small Milanese bar, morning light, film photography, Kodak Portra 400”. Ogni virgola separa un concetto e il modello li pesa più o meno in ordine di apparizione.
Ecco dieci prompt di esempio che puoi provare così come sono, cambiando solo i dettagli:
a red vespa parked in front of a bakery in Rome, golden hour, film photography --ar 3:2portrait of an elderly Italian fisherman, weathered face, harbor of Genoa, soft daylight, documentary style --ar 4:5minimalist product photo of a ceramic espresso cup on marble, studio lighting, white background --ar 1:1illustration of a fox reading a book in a cozy library, watercolor style, soft pastel colors --niji 6cyberpunk street market in Naples, neon signs in Italian, rain on cobblestones, cinematic --ar 16:9 --stylize 500logo concept for an Italian olive oil brand, elegant serif, gold and dark green, vector style --ar 1:1interior of a modern Milanese apartment, warm wood, large windows, minimalist furniture, architectural photography --ar 3:2close-up of hands kneading fresh pasta on a wooden table, natural light, food photography --ar 4:5flat vector illustration of a startup team working around a laptop, muted colors, editorial style --stylize 250a golden retriever wearing tiny glasses reading a newspaper, hyperrealistic, studio photo --ar 1:1
Il primo mese ti conviene copiarli, rigenerarli, cambiare una singola parola e osservare cosa succede. Non è tempo perso: è così che si impara la sintassi visiva del modello.
I parametri che devi conoscere davvero
Alla fine del prompt puoi aggiungere dei parametri, che si scrivono con due trattini. Sono la parte che spaventa i principianti, ma servono davvero solo quattro o cinque per lavorare bene.
Formato immagine con –ar
Il parametro --ar (aspect ratio) definisce le proporzioni. Se non lo specifichi, ottieni un quadrato. I formati che uso più spesso: --ar 16:9 per contenuti da desktop e YouTube, --ar 9:16 per Instagram Reels e TikTok, --ar 4:5 per il feed Instagram tradizionale, --ar 3:2 per foto in stile reportage. Cambiare formato cambia anche la composizione: un ritratto in 16:9 spesso include più contesto rispetto allo stesso ritratto in 4:5.
Versione del modello con –v e –niji
Il parametro --v seleziona la versione del modello Midjourney. Al momento della scrittura la versione predefinita è la 6.1, ottima per fotografia e illustrazione realistica. Il parametro --niji 6 invece attiva un modello alternativo specializzato in stile anime e manga, sviluppato in collaborazione con Spellbrush. Se cerchi uno stile Studio Ghibli o illustrazione giapponese, --niji fa un lavoro migliore di qualunque prompt su --v 6.
Intensità stilistica con –stylize
Il parametro --stylize (o --s) controlla quanto Midjourney può allontanarsi dal tuo prompt per aggiungere il suo tocco estetico. Il valore predefinito è 100. Se metti --stylize 50 ottieni immagini più fedeli alla descrizione, spesso più utili per lavori commerciali. Se metti --stylize 750 ottieni composizioni più artistiche ma meno controllabili. Per un logo o un mockup, tengo sempre lo stylize basso; per una copertina editoriale, lo alzo.

Trovare uno stile riconoscibile
Uno degli errori più comuni è cambiare stile ad ogni prompt. Se stai producendo immagini per un progetto, la coerenza visiva conta più della qualità del singolo scatto.
Ti conviene costruire un “prompt base” con tre o quattro elementi fissi che ripeti sempre: tipo di illuminazione, palette colori, medium fotografico o pittorico, mood generale. Poi cambi solo il soggetto. Ad esempio, per un progetto editoriale sui mercati storici italiani potresti fissare “documentary photography, natural morning light, muted earth tones, Kodak Portra 400” e far variare solo la città e il soggetto.
Un altro strumento utile è il parametro --sref (style reference), che ti permette di caricare un’immagine di riferimento stilistico. Midjourney copierà l’estetica di quella immagine sui tuoi nuovi prompt, senza copiarne il contenuto. Funziona sorprendentemente bene con illustrazioni e ritratti, meno con paesaggi complessi.
Se vuoi approfondire il tema più ampio della generazione visiva, ti segnalo la nostra sezione immagini con l’AI, dove confrontiamo diversi approcci e casi d’uso.
Licenze commerciali e cosa puoi fare con le immagini
Qui entriamo nella parte che i tutorial su YouTube saltano quasi sempre. Le regole d’uso di Midjourney sono chiare, se le leggi con attenzione: chi ha un abbonamento a pagamento possiede i diritti sulle immagini generate e può usarle commercialmente, con alcune eccezioni importanti.
La prima eccezione riguarda le aziende con fatturato superiore al milione di dollari annui: devono sottoscrivere il piano Pro o Mega. La seconda riguarda i piani gratuiti (quando disponibili): le immagini restano di proprietà di Midjourney e non possono essere usate commercialmente. La terza riguarda i canali pubblici: se generi in un canale “newbies” di Discord, le tue immagini sono visibili a tutti e altri utenti possono rigenerarle. Per lavori riservati serve il piano Pro con “Stealth Mode”.
C’è poi il tema del copyright americano. L’US Copyright Office ha stabilito che le immagini generate solo da AI non possono essere registrate come opera protetta. Puoi usarle, venderle, stamparle, ma nessuno può impedire ad altri di copiarle esattamente. Per un logo aziendale questo è un problema: consiglio sempre di far rielaborare il concept da un illustratore umano, così ottieni protezione legale piena.
Trovi tutti i dettagli aggiornati nei termini di servizio ufficiali di Midjourney.
Un caso concreto italiano
L’anno scorso ho seguito un piccolo brand di ceramiche artigianali toscane che voleva rifare il proprio catalogo online. Il fotografo costava seimila euro per due giorni di shooting più editing. Abbiamo provato una strada diversa: fotografie reali dei prodotti scattate con lo smartphone, poi ambientazioni generate con Midjourney per le lifestyle image, infine composizione finale in Photoshop.
Il risultato è stato buono, non eccellente. I singoli prodotti dovevano restare foto reali, altrimenti perdevi i dettagli materici che vendono le ceramiche. Ma le lifestyle image, quelle con tavole apparecchiate e cucine idealizzate, hanno funzionato benissimo generate da AI. Costo totale: circa 300 euro tra abbonamento Midjourney per due mesi e mezza giornata di post-produzione. Non sostituisce un fotografo su lavori importanti, ma per un e-commerce sotto i centomila euro di fatturato è una scelta razionale.
La mia opinione netta
Midjourney è oggi il generatore con la qualità estetica più alta sul mercato, punto. Chi dice il contrario o non l’ha usato seriamente, o sta vendendo un corso su un’alternativa. Detto questo, ha tre limiti reali: non fa testo scritto dentro le immagini in modo affidabile, sbaglia ancora spesso le mani nei ritratti realistici, e la censura sui contenuti è più restrittiva di quella di DALL-E 3. Se hai bisogno di infografiche con testo o di illustrazioni tecniche precise, cerca altrove.
Alternative gratuite da conoscere
Se non vuoi pagare l’abbonamento, hai tre opzioni serie. La prima è Stable Diffusion, open source e installabile sul tuo computer se hai una scheda grafica decente: la qualità estetica è più bassa ma hai controllo totale e nessun limite d’uso. La seconda è Leonardo AI, che offre un piano gratuito con crediti giornalieri sufficienti per sperimentare. La terza è Bing Image Creator di Microsoft, basato su DALL-E 3, completamente gratuito e sorprendentemente bravo con il testo dentro le immagini.
Per lavori professionali continuo a consigliare Midjourney, ma per imparare le logiche di prompting e capire se l’AI generativa fa per te, le alternative gratuite bastano e avanzano.
Cosa cambia per te
Se sei un creativo, un piccolo imprenditore o un curioso, Midjourney ti dà accesso a una capacità visiva che fino a tre anni fa costava migliaia di euro per commissione. Non ti trasforma in un art director, non sostituisce un fotografo bravo, non risolve la mancanza di gusto. Ma ti permette di prototipare idee, riempire vuoti di produzione, testare direzioni visive prima di investire su professionisti.
Il consiglio più onesto che posso darti è questo: dedica il primo mese a generare senza scopo. Copia prompt, cambia parametri, prova stili opposti. Il valore di Midjourney lo capisci solo quando hai fatto abbastanza esperimenti da distinguere un’immagine mediocre da una davvero riuscita. Da lì in poi, diventa un mestiere come un altro.



