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Le 12 AI per agenzie di comunicazione e marketing

Un’agenzia di comunicazione vive di scadenze: post da consegnare, articoli da scrivere, presentazioni da preparare per il cliente entro venerdì. L’intelligenza artificiale non sostituisce il lavoro creativo, ma toglie ore alle parti ripetitive e libera tempo per le idee. Ho messo insieme dodici strumenti che un’agenzia può usare davvero, mescolando i generalisti che servono ogni giorno e i verticali per immagini, video, social e posizionamento su Google. Per ognuno trovi a cosa serve, un motivo concreto per tenerlo in squadra e il limite da conoscere prima di pagare l’abbonamento.

I prezzi cambiano spesso: dove non indicato diversamente sono in dollari, quindi in fattura vanno aggiunti cambio e IVA. Quasi tutti hanno un piano gratuito che basta per capire se fa al caso vostro.

ChatGPT, per scrivere le prime bozze

Resta lo strumento più veloce per partire: bozze di testi, email ai clienti, didascalie, varianti dello stesso claim, riscritture in tono più formale o più diretto. Un’agenzia lo usa per rompere il foglio bianco e portare in riunione tre versioni invece di una. Il limite è che tende a un italiano piatto e prevedibile, quindi ogni testo va rivisto a mano prima della consegna. Il piano gratuito copre gran parte del lavoro; l’abbonamento Plus costa 20 dollari al mese. Dettagli nella scheda su ChatGPT e sul sito ufficiale.

Claude, per ragionare sui testi lunghi

Claude gestisce bene documenti corposi e conversazioni articolate: gli si può dare un brief, il tono di voce del cliente e una scaletta, e chiedere un articolo o un piano editoriale ragionato. In agenzia funziona per il brainstorming, per riassumere ricerche lunghe e per ripulire testi mantenendo il senso. Il limite è che in italiano a volte usa costruzioni un po’ scolastiche, e non genera immagini. Il piano gratuito esiste; l’abbonamento Pro parte da 20 dollari al mese. Approfondisci nella scheda su Claude o sul sito ufficiale.

Gemini, se lavorate dentro Google

Chi usa Gmail, Documenti e Fogli tutto il giorno trova Gemini già dentro quegli strumenti: riassume una casella piena, prepara la traccia di un documento, analizza un foglio di dati della campagna. Per un’agenzia è comodo perché non costringe a cambiare programma. Il limite è che il valore vero si sblocca con l’abbonamento e dentro l’ecosistema Google; fuori da lì fa meno degli altri. Il piano gratuito è ampio, gli abbonamenti Google AI partono da 7,99 euro al mese in Italia. Torna utile anche per i testi social, come raccontiamo nella guida su come usare l’AI per il marketing su LinkedIn. Vedi la scheda su Gemini e il sito ufficiale.

Perplexity, per la ricerca con le fonti

Quando serve capire un settore prima di scrivere per un cliente nuovo, Perplexity risponde citando le fonti e mette i link sotto ogni affermazione. Un’agenzia lo usa per la ricerca rapida, per raccogliere dati di mercato e per verificare un’informazione senza aprire venti schede. Il limite è che va comunque controllato: le fonti a volte sono deboli o datate, quindi il fact-checking resta umano. Il piano gratuito basta per iniziare; l’abbonamento Pro costa 20 dollari al mese. Leggi la scheda su Perplexity e il sito ufficiale.

Surfer SEO, per farsi trovare su Google

Surfer analizza le pagine già posizionate per una parola chiave e indica come costruire il testo: lunghezza, termini da includere, struttura dei titoli. Per un’agenzia che scrive blog e pagine per i clienti trasforma il posizionamento in una lista concreta di cose da coprire, con un punteggio in tempo reale. Il limite è che rincorre la concorrenza: preso alla lettera produce testi tutti uguali, quindi va usato come guida e non come regola. Il piano Standard parte da 99 dollari al mese. Dettagli nella scheda su Surfer SEO e sul sito ufficiale.

Midjourney, per le immagini e i mood

Per copertine, moodboard, concept visivi e illustrazioni fuori dal solito stock, Midjourney resta il generatore con la resa estetica migliore. Un’agenzia lo usa in fase di proposta creativa, quando serve mostrare al cliente un’idea visiva prima di produrla davvero. Il limite è il controllo: ottenere esattamente il testo o il logo dentro l’immagine è difficile, e su volti e mani a volte sbaglia. Serve inoltre attenzione ai diritti d’uso. Si parte da 10 dollari al mese. Vedi la scheda su Midjourney e il sito ufficiale.

Runway, per i video brevi da social

Runway genera e monta clip brevi: da un’immagine o da un prompt si ottengono spezzoni per Reel e TikTok, con strumenti per rimuovere oggetti o cambiare sfondo. Per un’agenzia è utile per prototipare un’idea video senza troupe, o per animare i contenuti di una campagna social. Il limite è la durata: le clip restano corte e a crediti, e la coerenza tra un’inquadratura e l’altra non è garantita. Il piano gratuito dà pochi crediti; lo Standard parte da 12 dollari al mese con fatturazione annuale. Ne abbiamo confrontati altri nell’articolo sulle migliori AI per creare video. Vedi la scheda su Runway e il sito ufficiale.

ElevenLabs, per le voci narranti

ElevenLabs genera voci sintetiche molto naturali, anche in italiano, buone per il voice-over di un video social, di un podcast o di una presentazione. Un’agenzia lo usa quando non c’è budget per uno speaker o serve una bozza audio in fretta. Il limite è etico e legale: clonare una voce richiede il consenso, e per lavori importanti la voce di un professionista resta un’altra cosa. Il piano gratuito ha poche ore; lo Starter parte da 5 dollari al mese. Dettagli nella scheda su ElevenLabs e sul sito ufficiale.

Descript, per sottotitoli e montaggio

Descript trascrive un video e lo fa montare come un documento: si tagliano le parole e sparisce il pezzo corrispondente. Per un’agenzia è pratico per i sottotitoli automatici dei video social, per togliere le esitazioni e per pulire l’audio dei podcast. Il limite è la lingua: la trascrizione in italiano è meno precisa che in inglese e va sempre riletta, e l’interfaccia è in inglese. Il piano gratuito basta per provarlo; il Creator parte da 24 dollari al mese con fatturazione annuale. Vedi la scheda su Descript e il sito ufficiale.

Gamma, per le presentazioni ai clienti

Da una scaletta o da un testo, Gamma costruisce una presentazione già impaginata, con grafica coerente, in pochi minuti. Per un’agenzia è comodo per il primo giro di slide di una proposta o di un report, quando conta arrivare in riunione con qualcosa di pulito senza passare la notte a impaginare. Il limite è lo stile: i layout tendono a somigliarsi, quindi per un pitch importante serve rimetterci mano. Il piano gratuito lavora a crediti; l’abbonamento parte da 10 dollari al mese. Dettagli nella scheda su Gamma e sul sito ufficiale.

Notion AI, per il piano editoriale

Molte agenzie tengono già il calendario dei contenuti su Notion; l’AI integrata riassume le note di una riunione, genera bozze dentro le pagine e interroga il database dei progetti a parole. Serve per la pianificazione editoriale e per non perdere il filo tra clienti diversi. Il limite è il prezzo: l’AI completa oggi vive nel piano Business, a 20 dollari al mese per utente, e su un team intero il conto sale in fretta. Vedi la scheda su Notion AI e il sito ufficiale.

Buffer, per programmare i social

Buffer mette in un’unica coda i post di tutti i clienti: si preparano i contenuti in anticipo, si vede un calendario solo e l’assistente adatta lo stesso testo ai vari canali. Per un’agenzia che gestisce più account è il modo per non saltare da un’app all’altra ogni mattina. Il limite è che resta essenziale: niente ascolto della rete e gestione dei commenti ridotta rispetto a strumenti più grandi. Il piano gratuito copre 3 canali; l’Essentials parte da 6 dollari al mese per canale. Per il lato creativo dei post vedi le 8 AI utili per Instagram e TikTok. Dettagli nella scheda su Buffer e sul sito ufficiale.

Come scegliere senza riempirsi di abbonamenti

Dodici strumenti non vanno comprati tutti insieme. Conviene partire dai due o tre che tolgono più ore ripetitive alla settimana — spesso un generalista per i testi, uno per le immagini e uno per programmare i social — e aggiungere il resto solo quando un cliente lo richiede. Quasi tutti hanno un piano gratuito: vale la pena provarli su un lavoro vero prima di firmare l’abbonamento annuale. E qualunque cosa esca da questi strumenti passa sempre da un occhio umano prima di arrivare al cliente: è lì che un’agenzia continua a fare la differenza.

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