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Le 7 AI per chi vende online: assistenza, automazioni e traduzioni

Le 7 AI per chi vende online: assistenza, automazioni e traduzioni

Chi vende online passa gran parte della giornata su compiti che si ripetono sempre uguali: rispondere alle stesse domande in chat, aggiornare un foglio quando arriva un ordine, tradurre una scheda prodotto per il mercato tedesco, ritagliare una foto per Instagram. Le sette AI di questa raccolta coprono proprio questi compiti operativi, non la parte creativa o strategica del business, e sono ordinate per bisogno: prima l’assistenza clienti, poi le automazioni fra sistemi diversi, infine immagini e traduzioni per le schede prodotto. Ognuna ha un prezzo verificato sul sito ufficiale e una scheda già pubblicata nella nostra directory, per chi vuole approfondire prima di scegliere.

Griglia dei sette strumenti AI selezionati per l'e-commerce
I sette strumenti di questa raccolta, dall’assistenza clienti alla traduzione delle schede prodotto.

indigo.ai

È una delle poche piattaforme italiane che competono davvero nel software di intelligenza artificiale per le imprese: nasce da un’esperienza del Politecnico di Milano e dal 2024 fa parte del gruppo Vedrai. Automatizza le richieste di primo livello del servizio clienti su chat, WhatsApp e centralino telefonico, con l’azienda che dichiara di gestire in autonomia fino al 90% delle richieste. Il vantaggio che pesa per un negozio italiano è la sede nel paese e quindi la piena soggezione al GDPR, senza clausole di trasferimento dei dati fuori dall’Unione Europea. Il prezzo per il progetto enterprise non è pubblicato: si passa da una demo e si costruisce un contratto su misura, un percorso che presuppone un’integrazione vera e non un’attivazione immediata. Per chi vende su Shopify esiste però un prodotto più semplice, con una prova gratuita di sette giorni. La scheda completa, con vantaggi e limiti, è nella nostra directory di indigo.ai.

Fin di Intercom

Legge la domanda del cliente, cerca la risposta nella documentazione caricata e la cita, ed esegue azioni concrete come controllare lo stato di una spedizione o avviare un reso, quando la procedura è stata descritta in anticipo. Copre chat, email, SMS, WhatsApp e i messaggi privati dei social. Si paga a risultato, non a postazione: 0,99 dollari per ogni conversazione risolta, 9,99 dollari per un contatto qualificato come opportunità commerciale. Con duemila conversazioni al mese e il 60% risolto in automatico, il conto arriva a circa 1.200 dollari mensili. Ha senso per chi riceve già centinaia di richieste ripetitive al mese e ha una documentazione ordinata da caricare nel sistema; ha poco senso sotto un certo volume, dove il costo per conversazione non si giustifica. La prova gratuita dura quattordici giorni e non chiede la carta di credito. Il funzionamento nel dettaglio è nella scheda di Fin.

Retell AI

Costruisce un centralino che risponde da solo al telefono: capisce perché il cliente sta chiamando, consulta un gestionale e conclude qualcosa di concreto, come fissare un appuntamento o registrare un reso. Le chiamate in uscita funzionano allo stesso modo: si carica una lista di contatti e il sistema telefona, qualifica e passa la conversazione a una persona quando serve. All’iscrizione arrivano dieci dollari di credito gratuito, sufficienti per decine di chiamate di prova. Il prezzo dipende dalla voce e dal modello scelti, con i messaggi testuali che partono da 0,002 dollari l’uno; mille minuti al mese in configurazione economica restano sotto i settanta dollari, con le voci più curate si arriva anche al triplo. Ha senso per chi riceve o fa molte telefonate ripetitive e ha, anche a contratto, una figura tecnica capace di collegare i sistemi; ha poco senso per chi fa pochi minuti di chiamate al mese o cerca un prodotto chiavi in mano da attivare senza toccare codice. Tutti i dettagli sono nella scheda di Retell AI.

Make

Utile quando un ordine deve attivare più passaggi con una condizione in mezzo: registrarlo nel gestionale, aggiungere una riga in un foglio per la contabilità, avvisare il magazzino via email e, se l’importo supera una soglia, avvisare il titolare in chat. Il flusso si disegna su una tela visiva e si prova passaggio per passaggio prima di lasciarlo girare da solo. Il conteggio è a crediti: il piano da 12 dollari al mese ne dà diecimila, che bastano per l’automazione di una piccola attività se il flusso non gira ogni minuto. Ha senso per chi ha processi con condizioni, elenchi da scorrere e dati da trasformare; ha meno senso per chi deve solo far parlare due applicazioni popolari fra loro, dove una piattaforma più semplice si configura in cinque minuti. La scheda di Make spiega anche quando conviene invece l’alternativa più semplice descritta di seguito.

Zapier

Dove Make chiede di ragionare per flussi con condizioni, Zapier punta sulla velocità di configurazione: un modulo compilato sul sito crea la scheda cliente, fissa il promemoria e manda la conferma via email, il tutto impostato in un quarto d’ora con una procedura guidata che propone da sola le combinazioni più usate. Si paga a numero di azioni eseguite, non a evento: un piccolo negozio con due o tre automazioni semplici finisce di solito fra i venti e i cinquanta dollari al mese. Ha senso per chi vuole risultati subito con applicazioni diffuse e non ha in azienda nessuno pronto a mettere mano a una logica ramificata; ha meno senso per chi deve trasformare molti dati o gestire eccezioni nel flusso, dove conviene la piattaforma più tecnica vista sopra. I dettagli sono nella scheda di Zapier.

Canva Magic Studio

Non serve nessuna competenza tecnica: bastano un account e un modello già pronto, con il kit del marchio impostato una volta sola perché ogni progetto successivo nasca già coerente. Le funzioni che contano per chi vende online sono la cancellazione di oggetti dalle foto prodotto, il ridimensionamento automatico della stessa grafica per formati diversi, dal post quadrato alla storia verticale, e l’estensione dell’inquadratura oltre i bordi originali della foto. Il piano gratuito include venti utilizzi dell’intelligenza artificiale al mese, giusto per capire se le funzioni servono davvero: si esauriscono in una sola sessione di lavoro. Il piano Pro costa 110 euro l’anno, circa 9,17 al mese; il Business, che sblocca la progettazione conversazionale e video di qualità superiore, arriva a 170 euro l’anno a persona. È fra i listini più leggibili del settore, con cifre in euro e niente crediti da decifrare, anche se le funzioni generative più recenti arrivano prima in inglese e la resa dei testi in italiano resta un gradino sotto quella di un assistente dedicato alla scrittura. La scheda di Canva Magic Studio ha il dettaglio completo dei piani.

Lara

Serve a chi adatta schede prodotto e materiale marketing in più lingue con continuità, non a chi traduce tre messaggi al mese. La differenza rispetto a un traduttore che lavora frase per frase è che il sistema guarda il documento intorno prima di rispondere, quindi non cambia scelta su un termine tecnico a metà pagina rispetto all’inizio: su un catalogo di ottanta prodotti è la differenza fra un testo coerente e uno da correggere voce per voce. Il piano gratuito dà 60.000 caratteri al mese, il Pro costa 9,99 dollari al mese con fatturazione annuale per 500.000 caratteri, il Team parte da 29,99 dollari per 1,5 milioni di caratteri condivisi fra più persone, con fasce che salgono fino a 60 milioni per chi ha cataloghi molto grandi. Chi carica un glossario aziendale prima di iniziare ottiene risultati sensibilmente migliori. La scheda completa è su Lara.

Nessuno di questi sette strumenti risolve da solo la gestione di un negozio online: restano tasselli da scegliere in base al collo di bottiglia reale, che sia il tempo speso al telefono, le domande ripetute in chat o le schede prodotto ferme perché mancano in una lingua. Il criterio più utile per ordinarli resta lo stesso di sempre: prima il volume di richieste che si vuole automatizzare, poi il prezzo, mai il contrario.

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