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Stable Audio entra in Logic Pro e Ableton Live come un normale strumento

Stability AI apre due beta di Stable Audio 3.0: un plugin AU e VST3 per macOS che genera audio dentro la sessione, e un'applicazione web con mix ed editing multitraccia.

Stability AI ha portato Stable Audio dentro i programmi con cui si fa musica per davvero. Il 18 agosto l’azienda ha aperto due beta: un plugin che si installa in Logic Pro e Ableton Live, e una versione piu’ completa dell’applicazione web su StableAudio.com. In entrambi i casi si tratta di primi rilasci sperimentali.

Il plugin si comporta come uno strumento

Nel programma di registrazione il plugin occupa la stessa posizione di un sintetizzatore: in Ableton sta tra i plugin di una traccia strumentale, in Logic nello slot dello strumento. Si genera l’audio direttamente su una traccia della sessione, dove poi lo si sposta, si taglia, si processa e si mescola con il resto, come qualsiasi altra registrazione.

Tre dettagli fanno la differenza rispetto al generare musica su un sito e scaricare un file. Il plugin si aggancia al tempo del progetto, quindi quello che produce sta a tempo con quello che c’e’ gia’. La durata si sceglie: da uno spezzone breve a un brano intero di sei minuti. E le prove restano: le versioni generate si accumulano in un elenco e si confrontano prima di decidere quale tenere.

C’e’ un limite pratico da mettere subito in chiaro: il plugin esce come AU e VST3 per macOS, per Mac con processori Apple Silicon e Intel. Di una versione per Windows nell’annuncio non si parla, e per una fetta consistente di chi produce musica in Italia questo significa aspettare.

Sul sito si lavora sul risultato

L’applicazione web e’ stata rifatta per chi non chiude il lavoro al primo tentativo. Si parte da una descrizione a parole, poi si continua a dare indicazioni sempre a parole: meno bassi, un crescendo piu’ avanti, strumenti diversi. Si puo’ partire da un audio esistente per esplorare generi e atmosfere diverse. Le singole parti si gestiscono separatamente, con volume, panoramica, esclusione e ascolto isolato, piu’ effetti sulla singola traccia e sul mix generale. Alla fine si esportano le parti che servono o il mix completo.

La questione dei diritti

Entrambi gli strumenti girano su Stable Audio 3.0, la famiglia di modelli che Stability ha presentato a maggio dichiarandola addestrata su dati interamente concessi in licenza. L’azienda ripete la promessa che ne consegue: chi genera possiede il risultato e puo’ distribuirlo liberamente.

E’ esattamente il terreno su cui si sta combattendo. Nelle scorse settimane l’editore musicale Round Hill ha fatto causa a Suno e Anthropic dicendo di non volere accordi, e Suno stessa ha annunciato filigrane e limiti ai download. Un modello addestrato su materiale licenziato costa di piu’ da costruire, ma toglie di mezzo il problema per chi deve pubblicare il risultato.

Cosa non e’ stato detto

L’annuncio non indica prezzi ne’ condizioni specifiche per il plugin, e non dice quali funzioni resteranno gratuite. Stability parla di beta iniziale e chiede agli utenti di segnalare cosa manca, il che significa che l’assetto definitivo non c’e’ ancora.

Il salto vero, comunque, sta nel posto in cui la generazione avviene. Finche’ il modello sta su un sito, produce file da importare; dentro la sessione diventa uno strumento tra gli altri, con la stessa dignita’ di un sintetizzatore, e chi ci lavora sopra decide cosa tenere battuta per battuta. Se l’idea funzionera’ si capira’ dal numero di produttori che smettono di parlarne come di un esperimento.

Fonte primaria: Stability AI, Sharing a new way to work with Stable Audio.

Immagine in evidenza: Stability AI, dal sito ufficiale.

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Redazione

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