Newsletter
Notizie

Google DeepMind mette la filigrana alle proteine progettate con l’intelligenza artificiale

Google DeepMind ha presentato SynthID Bio, un sistema che inserisce una firma invisibile nelle proteine progettate con l’intelligenza artificiale, pensato per colmare un buco nei controlli di sicurezza sulla sintesi del DNA. Il progetto, descritto in dettaglio da Help Net Security, estende alla biologia una tecnica che DeepMind usa gia da tempo su testo e immagini.

Come funziona la firma

Il watermark si nasconde sia nella sequenza di amminoacidi sia nelle coordinate atomiche tridimensionali della struttura proteica. Per gli strumenti di progettazione come AlphaProteo e ProteinMPNN, la firma viene integrata direttamente nell’output. Per la previsione della struttura, DeepMind ha messo a punto una piccola parte della rete di diffusione di AlphaFold 3 in modo da incorporare il segnale nei pesi stessi del modello. Il risultato resta leggibile sulla proteina fisica dopo la sintesi in laboratorio, anche a fronte di rumore digitale o piccole variazioni nelle coordinate.

Il problema che risolve

Chi fornisce servizi di sintesi del DNA controlla ogni ordine confrontandolo con database di sequenze pericolose note. Il problema e che un’IA puo generare sequenze mai viste prima, diverse da qualunque minaccia catalogata, rendendo quel controllo manuale molto meno efficace. Una firma verificabile, spiega DeepMind, fornirebbe “un segnale automatico che un ordine proviene da un modello affidabile, con le sue protezioni gia incorporate”: un filtro in piu, non un sostituto dei controlli esistenti.

I test condotti

DeepMind ha provato il sistema su tre proteine leganti: una diretta contro VEGF-A, una contro il dominio di legame del recettore della proteina spike del Sars-CoV-2, una contro PD-L1. Le versioni marcate con la firma hanno ottenuto risultati equivalenti a quelle non marcate su tasso di successo, affinita di legame e diversita delle sequenze naturali. Primi test su batteriofagi marcati confermano che restano funzionanti. Non sono scelte casuali: VEGF-A e un bersaglio comune nella ricerca oncologica e oftalmica, la proteina spike del coronavirus resta al centro degli studi sulle pandemie, PD-L1 e uno dei target piu usati nell’immunoterapia contro il cancro. DeepMind aveva gia introdotto SynthID per marcare testo e immagini generati con l’IA: portarlo sulle proteine significa estendere lo stesso principio a un campo dove un errore di tracciabilita pesa molto di piu di un’immagine falsa non riconosciuta.

Cosa manca ancora

DeepMind pubblichera l’articolo scientifico, rendera open source il codice e i dati di laboratorio, e condividera i pesi del modello con la comunita di ricerca. La stessa azienda ammette pero un limite importante: la resistenza a manomissioni deliberate resta “una sfida ancora da risolvere”, motivo per cui raccomanda di affiancare la firma a metadati di provenienza e archivi centralizzati come protezioni complementari. E’ lo stesso tipo di cautela che accompagna altri progetti di DeepMind sul DNA, e che si affianca a iniziative simili di altri laboratori: anche Anthropic ha aperto un laboratorio di biologia vero per studiare da vicino gli stessi rischi, pur senza mai specificare nel dettaglio cosa ci stia testando.

Credito immagine: Pexels.

Categorie Notizie
Marco De Santis

Marco De Santis

Redazione · Notizie

Ti è stato utile questo articolo?

Ricevi ogni venerdì mattina le storie e i tool che contano. Gratis, niente spam.