Il progetto di dare agli Stati Uniti un’autorità di vigilanza sull’intelligenza artificiale si è fermato, e secondo il Wall Street Journal si è fermato per tre telefonate. Mark Zuckerberg, Elon Musk e Jensen Huang avrebbero contattato separatamente Donald Trump nel corso di agosto per spiegare perché quell’organismo non andava creato. Dopo quei colloqui, l’amministrazione non ha portato avanti la proposta.
Che cosa sarebbe dovuto nascere
L’idea, sostenuta da Demis Hassabis, era un organismo di vigilanza finanziato dall’industria stessa, sul modello della FINRA, l’ente che negli Stati Uniti sorveglia gli operatori finanziari senza essere un’agenzia pubblica. Avrebbe fissato standard tecnici e verificato che chi costruisce i modelli li rispettasse, con una struttura pagata dalle aziende ma con potere di controllo su di loro.
L’obiezione dei tre, riferita da fonti che hanno chiesto l’anonimato, è più sottile del semplice «meno regole». Un organismo di quel tipo, sostengono, avrebbe consolidato il potere nelle mani dei tre laboratori americani già dominanti: OpenAI, Anthropic e Google DeepMind. Chi scrive gli standard decide anche chi può permettersi di rispettarli, e le aziende più piccole o quelle che arrivano da fuori quel giro si troverebbero a rincorrere regole scritte dai concorrenti.
Perché questo pezzo non è una novità, ma quasi
La prima crepa era emersa già a inizio settembre, quando era trapelato che Zuckerberg aveva detto no a quell’autorità in una telefonata con Trump. Il quadro che emerge ora è più ampio: non un interlocutore isolato ma tre, che si muovono nello stesso senso e nello stesso periodo, ciascuno per conto proprio. La differenza non è di stile. Una telefonata è pressione; tre telefonate convergenti sono un veto di fatto.
Il risultato è che chi lavora dentro l’amministrazione fatica a costruire consenso su un impianto normativo qualsiasi. Ogni volta che una proposta prende forma, i suoi destinatari hanno un canale diretto per farla scomparire prima che diventi pubblica.
Il vuoto che resta, e chi lo sta riempiendo
La conseguenza pratica è che negli Stati Uniti manca un arbitro terzo, e quel posto vuoto non resta vuoto a lungo. Nelle ultime settimane i laboratori hanno cominciato a darsi da soli i propri valutatori indipendenti: un’autoregolamentazione costruita su misura, che nasce proprio dove la regola pubblica non arriva.
Va detto che la ricostruzione del Wall Street Journal si basa su fonti anonime e che nessuno dei protagonisti l’ha confermata pubblicamente. Ma il fatto materiale, cioè che la proposta non sia mai arrivata sul tavolo, è verificabile: dell’autorità sull’IA, per ora, non si parla più.
Fonte: Forbes, che riprende la ricostruzione del Wall Street Journal.
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