Universal Music Group ed ElevenLabs hanno annunciato il 10 settembre un accordo strategico pluriennale. Il primo frutto sarà una piattaforma di creazione musicale costruita su musica concessa in licenza, dove i fan potranno rimaneggiare i brani degli artisti che decidono di parteciparvi: remix, mashup, riletture, esperienze vocali personalizzate.
È la prima intesa di ElevenLabs con una grande etichetta, e arriva mentre l’azienda vale undici miliardi di dollari dopo l’ultimo giro di finanziamenti, più del doppio della valutazione di Suno.
Che cosa prevede l’intesa
La piattaforma è descritta come distinta dai prodotti che ElevenLabs ha già sul mercato: l’interfaccia di programmazione per la musica, rivolta agli sviluppatori, e ElevenMusic, l’applicazione per generare canzoni originali. Quelle restano come sono. La nuova non ha ancora un nome pubblico né una data di uscita: il comunicato la dà in sviluppo.
Sir Lucian Grainge, presidente e amministratore delegato di Universal, ha parlato di un’intelligenza artificiale responsabile capace di ispirare la scoperta, rafforzare il legame tra artisti e pubblico e aprire nuove fonti di ricavo. Mati Staniszewski, amministratore delegato di ElevenLabs, ha detto che l’obiettivo è permettere ad artisti e autori di costruire esperienze nuove per i loro fan e garantire che siano equamente compensati.
Volontario sì, ma il compenso resta una promessa
Il punto su cui l’annuncio è chiaro è l’adesione: la partecipazione di artisti e autori è volontaria, solo la musica di chi dice di sì finirà nella piattaforma. Il punto su cui l’annuncio non dice nulla è il denaro. Non c’è una percentuale, non c’è un meccanismo di ripartizione, non c’è un’indicazione su come venga contato l’utilizzo di un brano dentro un remix generato. La formula sul compenso equo è, per ora, un’intenzione dichiarata.
Mancano anche le regole pratiche: chi decide se un remix è pubblicabile, che cosa succede alla voce di un artista quando qualcun altro la usa, se la partecipazione si possa ritirare.
Due giorni, due strategie opposte
L’annuncio cade il giorno dopo che Suno ha presentato i suoi modelli v6 costruiti con Warner, BMG e Believe, un accordo che teneva fuori dai dati di addestramento proprio il catalogo di Universal e quello di Sony. Nel giro di quarantotto ore le due maggiori etichette rimaste fuori dalla porta di Suno si sono trovate una porta propria.
Per Universal è il tassello più recente di una linea che negli ultimi mesi è cambiata parecchio: dopo la causa contro Udio, chiusa con un accordo nell’ottobre 2025, l’etichetta è entrata insieme a Sony e Warner nel capitale di Stability AI. Dalla via giudiziaria a quella contrattuale, insomma, con una velocità che sorprende chi seguiva il settore due anni fa.
Il nodo resta la fiducia
Il catalogo non è un problema tecnico, è un problema di rapporti. Le licenze mettono al riparo dalle cause, ma non bastano a convincere musicisti che in questi mesi hanno visto usare il proprio nome senza permesso: è capitato anche dentro campagne pubblicitarie, come nel caso dello spot ritirato da Suno. La differenza la faranno i contratti veri, quelli che gli artisti leggeranno prima di mettere una firma, non i comunicati.
Il testo integrale dell’annuncio è disponibile nel comunicato congiunto di Universal Music Group ed ElevenLabs.
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