Quasi tutti i modelli linguistici in circolazione parlano italiano. Il punto è un altro: molti lo parlano come se lo stessero traducendo dall’inglese mentre scrivono. Escono frasi corrette e legittime che però nessuno direbbe mai, calchi come “fai senso” al posto di “ha senso”, congiuntivi evitati per prudenza, un tono che resta a metà tra il manuale e la chat.
Questa lista raccoglie dieci strumenti che sull’italiano si comportano meglio della media, ognuno per un motivo diverso: c’è chi regge il registro formale, chi tiene la terminologia tecnica ferma per centinaia di pagine, chi pronuncia una voce sintetica senza far sentire l’accento straniero, chi è nato in Italia e non tratta la nostra lingua come una traduzione. Per ognuno c’è anche il limite, perché nessuno di questi strumenti fa tutto.
I prezzi sono quelli pubblicati dai siti ufficiali a luglio 2026. Dove il listino è in dollari lo diciamo, perché la cifra che si paga in Italia dipende dal cambio e dall’imposta.
1. ChatGPT
L’assistente di OpenAI resta il metro di paragone, anche in italiano. La resa scritta è ordinata e il modello segue bene le richieste sul registro: chiedere un testo “da lettera commerciale” o “da messaggio a un collega” produce due risultati davvero diversi, cosa non scontata. La modalità vocale è il vero punto a favore per chi lavora in italiano: la pronuncia è naturale, gli accenti tonici cadono nel posto giusto e le pause seguono la punteggiatura invece di ignorarla.
Il listino italiano è in euro e comprende un piano gratuito a 0 €, il piano Go a 8 € al mese e il piano Plus a 23 € al mese. Il limite: quando il testo si allunga, ChatGPT tende a scivolare verso una prosa da traduzione, con anglicismi che nessuno userebbe e periodi costruiti sull’ordine inglese. Va ripreso, e va ripreso spesso.
Approfondimento: la scheda di ChatGPT e il sito ufficiale di OpenAI.
2. Google Gemini
Gemini ha un vantaggio pratico che sull’italiano conta più di quanto sembri: è dentro Gmail e Documenti, quindi lavora su testi già scritti da persone italiane invece che su un foglio bianco. Riscrivere una mail mantenendo il tono di chi l’ha impostata è un compito su cui se la cava bene, e la ricerca integrata lo aiuta quando servono riferimenti a norme, sigle e istituzioni nostrane, dove i modelli allenati soprattutto sull’inglese sbandano.
Google addebita in euro, con IVA inclusa: piano gratuito a 0 €, Google AI Plus a 4,99 € al mese, Google AI Pro a 21,99 € al mese, Google AI Ultra a partire da 99,99 € al mese. Il limite: è prolisso. In italiano la prolissità pesa il doppio, perché le nostre subordinate sono già lunghe di loro e il risultato diventa faticoso da leggere.
Approfondimento: la scheda di Gemini e il sito ufficiale.
3. Claude
Claude è lo strumento che in italiano sbaglia meno la forma. Usa i congiuntivi dove servono senza forzarli, tiene il registro per tutta la lunghezza di un testo lungo e non cambia idea sul lessico a metà strada: se all’inizio ha scritto “fornitore”, alla pagina dieci scrive ancora “fornitore” e non “vendor”. Per chi redige documenti, capitolati, relazioni o testi che devono reggere una rilettura seria, è una differenza concreta.
Il piano gratuito esiste. Il listino di Anthropic è in dollari: il piano Pro costa 20 $ al mese con fatturazione mensile e scende a 17 $ al mese con l’abbonamento annuale, pagato in una sola volta. Il limite: fa una cosa sola, il testo. Niente generazione di immagini, niente ecosistema di applicazioni intorno, e su richieste molto brevi e informali risulta più compassato del necessario.
Approfondimento: la scheda di Claude e il sito ufficiale.
4. Mistral Le Chat
Le Chat è l’assistente della francese Mistral, l’unico laboratorio europeo che regge il confronto con i grandi americani sui modelli generalisti. Sull’italiano il vantaggio è di famiglia: i dati di addestramento pesano molto di più sulle lingue romanze, e si sente nella naturalezza delle costruzioni, soprattutto quando si scrivono testi discorsivi. Anche i dati restano in Europa, cosa che per molte aziende italiane conta quanto la qualità della prosa.
C’è un piano gratuito con un tetto giornaliero di messaggi. Il listino è in dollari: Le Chat Pro costa 14,99 $ al mese, il piano Team 24,99 $ per utente al mese con pagamento mensile. Il limite: sui ragionamenti complessi e sulle richieste lunghe resta un gradino sotto ai modelli più grandi, e il tetto del piano gratuito si raggiunge presto.
Approfondimento: la scheda di Mistral e il sito ufficiale. Se il tema sono le opzioni non americane, ne abbiamo parlato in Le 15 alternative italiane ed europee a ChatGPT.
5. DeepL
Nato in Germania, DeepL fa una cosa sola e la fa da anni: traduce. In italiano è la scelta più solida quando conta la forma giuridica o tecnica, perché non semplifica i periodi lunghi e non appiattisce il registro formale come fanno i traduttori automatici generalisti. La funzione dei glossari permette di imporre le proprie traduzioni ricorrenti, così i termini aziendali restano identici in tutti i documenti. Accanto al traduttore c’è DeepL Write, che riscrive un testo già in italiano cambiandone il tono.
Il listino italiano è in euro: esiste una versione gratuita con limiti di caratteri e di documenti, mentre il piano Individual parte da 7,49 € al mese con fatturazione annuale. Il limite è la natura stessa dello strumento: traduce e riscrive, non risponde a domande e non ragiona su un problema.
Approfondimento: la scheda di DeepL e il sito ufficiale.
6. Lara Translate
Lara è il traduttore di Translated, azienda italiana di servizi linguistici con sede a Roma, e raccoglie l’eredità di ModernMT. La differenza rispetto agli altri traduttori automatici sta nell’origine: il modello nasce dentro una società che da anni fa lavorare traduttori professionisti in carne e ossa, e questo si vede nella naturalezza delle frasi italiane, dove le altre macchine restano più rigide. Traduce testo, documenti, audio e immagini, conservando memorie di traduzione e glossari.
I prezzi sono in euro: piano gratuito con 60.000 caratteri al mese, piano Pro a 8 € al mese con fatturazione annuale e mezzo milione di caratteri, piani per team a partire da 25 € al mese. Il limite: è un traduttore, non un assistente, e la quota di caratteri si consuma in fretta se si caricano documenti lunghi.
Approfondimento: la scheda di Lara Translate e il sito ufficiale.
7. ElevenLabs
Sulla voce sintetica italiana ElevenLabs è ancora il riferimento. Il punto non è la qualità audio, che ormai molti raggiungono, ma la prosodia: le voci italiane del catalogo non hanno la cadenza inglese appiccicata sopra, salgono e scendono di tono dove lo farebbe una persona e non trasformano ogni frase in un elenco piatto. Per podcast, video aziendali e audiolibri fa la differenza fra un ascolto sopportabile e uno che stanca dopo due minuti.
Il listino è in dollari: piano gratuito con 10.000 crediti al mese, che valgono circa dieci minuti di parlato con il modello multilingue, poi Starter a 6 $ al mese e Creator a 22 $ al mese. Il limite: il piano gratuito non dà diritti commerciali e obbliga a citare la fonte, e sui nomi propri stranieri e sui numeri letti ad alta voce la pronuncia va corretta a mano.
Approfondimento: la scheda di ElevenLabs, il sito ufficiale, la nostra recensione completa e il confronto con Cartesia sulla voce italiana.
8. Almawave e i modelli Velvet
Almawave, società italiana del gruppo Almaviva, ha sviluppato Velvet, una famiglia di modelli linguistici costruiti con un’impostazione dichiaratamente non anglocentrica: italiano, inglese, francese, tedesco, portoghese e spagnolo trattati come lingue di partenza, non come traduzioni di un modello pensato in inglese. I modelli sono due, uno da quattordici miliardi di parametri e uno compatto da due miliardi, entrambi rilasciati in forma aperta e addestrati sul supercomputer Leonardo del Cineca.
Il codice si scarica gratuitamente, quindi non c’è un abbonamento mensile da confrontare con gli altri. Ed è anche il limite principale: non esiste un’app pronta all’uso: servono competenze tecniche o un fornitore che integri il modello, e chi cerca un assistente da aprire nel browser qui non lo trova.
Approfondimento: la scheda di Almawave e il sito ufficiale del progetto Velvet.
9. iGenius e il modello Italia
Italia 9B è stato il primo modello linguistico di grandi dimensioni addestrato in italiano fin dall’inizio, presentato da iGenius nel 2024 e allenato anch’esso sul supercomputer Leonardo gestito dal Cineca. Nove miliardi di parametri non fanno di lui un rivale dei modelli americani sulla potenza bruta, ma l’addestramento nativo si nota su una cosa precisa: il lessico della pubblica amministrazione, della sanità e della finanza italiane, dove i modelli generalisti inventano termini che suonano plausibili e non esistono.
Il modello è aperto e scaricabile senza costi di licenza. I limiti sono seri e vanno detti: la finestra di contesto è di 4.096 token, quindi corta per i documenti lunghi, e anche qui manca del tutto un prodotto di consumo con abbonamento.
Approfondimento: la scheda di iGenius, il sito ufficiale e il nostro quadro d’insieme su iGenius, Almawave e Translated.
10. Indigo.ai
Indigo.ai costruisce agenti conversazionali per aziende con molti contatti da gestire: assistenza clienti, commercio elettronico, servizi bancari. Collegando documentazione interna e schede prodotto si ottiene un assistente che risponde in italiano con un controllo stretto su tono e limiti delle risposte, che è poi il motivo per cui le aziende italiane scelgono un fornitore italiano invece di montarsi un chatbot da sole.
La società ha messo online anche Chatbot Arena Italia, una piattaforma gratuita dove chiunque può inviare lo stesso prompt a due modelli anonimi, leggere le due risposte e votare la migliore. I voti costruiscono una classifica basata su prompt italiani veri, che è oggi il modo più onesto per farsi un’idea di chi regge la lingua. Il limite: la piattaforma aziendale è un prodotto business, con prezzi da concordare caso per caso, e l’arena serve a confrontare, non a lavorare.
Approfondimento: la scheda di Indigo.ai e il sito ufficiale.
Quello che questa lista non risolve
Resta un problema che nessuno dei dieci ha ancora risolto: la valutazione. Le classifiche pubbliche misurano quasi tutte l’inglese, e quando un modello viene dichiarato “multilingue” nessuno specifica quanto italiano abbia visto in addestramento e di che qualità fosse. Chatbot Arena Italia è il primo tentativo serio di riempire quel vuoto, ma si regge sui voti di chi passa di lì.
La seconda cosa che manca è la continuità. Un modello che oggi scrive un italiano pulito può peggiorare al prossimo aggiornamento senza che nessuno lo annunci, perché le note di rilascio parlano di punteggi su test in inglese. Finché la nostra lingua resterà una voce nell’elenco delle lingue supportate e non un criterio dichiarato, ogni lista come questa avrà una scadenza breve.



