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Sora recensito: dopo un anno di uso reale

Logo Sora di OpenAI su copertina recensione The AI Magazine
6su 10
Il verdetto

È stato tra i migliori per realismo e audio, ma OpenAI lo ha dismesso: oggi non è più una scelta praticabile.

Pro

  • Realismo fisico e audio sincronizzato integrato
  • Dimensione sociale con i personaggi
  • Sora 2 più accurato e controllabile

Contro

  • Prodotto dismesso, API in chiusura a settembre 2026
  • Watermark visibile per impostazione predefinita
  • Arrivato tardi e a singhiozzo in Europa
Prezzo di riferimento: nessun listino a sé, legato agli abbonamenti ChatGPT Plus e Pro (in dollari); accesso gratuito limitato al lancio di Sora 2

Per un anno abbondante Sora è stato uno dei nomi che tornavano ogni volta che si parlava di generare video con l’intelligenza artificiale. Il modello di OpenAI ha trasformato la generazione da testo a video in un fenomeno di massa, prima con un prodotto a sé e poi con una vera app sociale. Oggi però quel capitolo si sta chiudendo: OpenAI ha dismesso l’app e il sito di Sora il 26 aprile 2026 e chiuderà anche l’API il 24 settembre 2026. Questa recensione mette in fila cosa Sora ha fatto bene, dove è rimasto indietro e per chi aveva davvero senso, basandosi sulle funzioni e sui limiti dichiarati da OpenAI e sul comportamento pubblico del prodotto, non su prove di laboratorio che non abbiamo condotto in prima persona.

Un anno in cui Sora ha alzato l’asticella

La svolta è arrivata con Sora 2, presentato il 30 settembre 2025. Rispetto alla prima versione pubblica, OpenAI l’ha descritto come più accurato, realistico e controllabile, con un salto evidente su un punto che gli utenti notano subito: la fisica. I modelli precedenti tendevano a barare per accontentare il testo, e se un giocatore sbagliava il tiro la palla finiva comunque nel canestro. Con Sora 2 la palla rimbalza sul tabellone. È un dettaglio, ma racconta bene la direzione: simulare il mondo, compresi gli errori, invece di forzare un lieto fine.

Il secondo grande passo è stato l’audio. Sora 2 genera dialoghi sincronizzati, effetti sonori e paesaggi sonori di sottofondo, mentre la generazione video di un anno prima era muta. Aggiungi la controllabilità su più riprese, con lo stato della scena mantenuto da un’inquadratura all’altra, e la resa su stili realistici, cinematografici e anime: per molti creator è stato il momento in cui il video generativo ha smesso di sembrare un esperimento.

C’è poi la funzione che ha fatto discutere più di tutte, i personaggi, i cosiddetti cameo: dopo una breve registrazione video e audio una tantum potevi inserire te stesso, o un amico con il suo consenso, dentro qualsiasi scena generata, con una resa sorprendente di aspetto e voce. È su questa idea che OpenAI ha costruito l’app Sora per iOS, con feed personalizzabile e remix delle creazioni altrui. Se vuoi capire come funzionava il flusso di lavoro, ne abbiamo parlato nella guida su come generare video con Sora.

I limiti che non sono mai spariti

Anche nella sua versione migliore Sora è rimasto uno strumento imperfetto, e OpenAI non l’ha mai nascosto. La stessa azienda, presentando Sora 2, ha ammesso che il modello commette molti errori. I punti deboli erano piuttosto stabili nel tempo.

A questi limiti tecnici se ne aggiungeva uno geografico, spesso sottovalutato. Sora Turbo, al debutto, non era disponibile in Unione Europea, Regno Unito e Svizzera, e Sora 2 è partito da Stati Uniti e Canada su invito prima di allargarsi ad altri Paesi. Per un utente italiano questo ha significato mesi di attesa, accessi indiretti e l’impossibilità di contare sullo strumento per un lavoro con scadenze precise. La disponibilità a singhiozzo ha pesato sul giudizio quanto qualche artefatto di troppo.

Come si accedeva, piani e watermark

L’accesso a Sora è passato dagli abbonamenti ChatGPT. Nella fase Turbo, da dicembre 2024, il modello era incluso in ChatGPT Plus e Pro: con Plus si potevano generare fino a 50 video a 480p al mese, o un numero inferiore a 720p, mentre Pro offriva circa dieci volte l’utilizzo, risoluzioni più alte e durate più lunghe, oltre a formati widescreen, verticale e quadrato e a uno strumento di storyboard per specificare i singoli fotogrammi.

Con Sora 2, al lancio del 30 settembre 2025, OpenAI ha aperto l’accesso gratuito con ampi limiti, partendo da Stati Uniti e Canada e su invito; il modello sperimentale di qualità superiore, Sora 2 Pro, restava riservato agli utenti ChatGPT Pro su sora.com. Sul fronte prezzi una precisazione onesta: OpenAI non ha mai pubblicato un listino a sé stante per Sora, che dipendeva dagli abbonamenti ChatGPT esposti in dollari. Non è mai esistito un prezzo ufficiale in euro solo per Sora, quindi non ne riportiamo uno.

Il tema del watermark è centrale per chi pensava a un uso commerciale. Tutti i video Sora includevano metadati C2PA per l’origine e una filigrana visibile di default: OpenAI l’ha sempre presentata come una scelta di trasparenza, non come un’opzione da disattivare. Per un professionista era il vincolo più concreto da mettere in conto prima di usare una clip in un progetto reale.

Sora contro Veo e Runway

Il confronto con i rivali aiuta a capire dove Sora aveva senso e dove no. Veo, il modello di Google DeepMind arrivato alla versione 3.1, è oggi usato anche in pipeline di produzione e previsualizzazione professionale ed è integrato nell’ecosistema Google. Runway si presenta invece come una suite creativa orientata al montaggio e al controllo, con piani che partono da circa 12 dollari al mese. La differenza più importante, oggi, è banale ma decisiva: Veo e Runway sono attivi, Sora no.

Finché è stato disponibile, Sora vinceva su tre fronti: il realismo fisico, l’audio sincronizzato integrato e la dimensione sociale con i personaggi. Chi cercava clip d’effetto realistiche con voce ed effetti già dentro il video trovava in Sora una scorciatoia difficile da battere. Chi invece aveva bisogno di continuità produttiva, integrazione con altri strumenti e controllo di montaggio guardava già allora a Veo e Runway. Con la chiusura del prodotto quella distinzione si è semplificata da sola. Per orientarsi tra le opzioni rimaste è utile la nostra panoramica sulle 9 AI migliori per creare video, e per capire quanto sia competitivo il settore basta vedere il duello tra Kling e Hailuo.

Per chi aveva senso Sora

Nel suo anno di vita reale Sora è stato lo strumento giusto per una fascia precisa di utenti: creator e curiosi che volevano clip brevi, realistiche e sonore da condividere, e chi si divertiva con la funzione personaggi in un contesto social. Meno adatto, invece, a chi doveva consegnare video lunghi, coerenti e senza filigrana per un cliente. Non era un difetto nascosto: era il profilo dichiarato del prodotto.

Cosa resta di Sora

Sora lascia un segno chiaro: ha spostato in avanti realismo e audio della generazione video e, con l’app, ha portato la tecnologia sotto gli occhi di milioni di persone. Ma i limiti su durata, coerenza e controllo non sono mai stati risolti del tutto, e la dismissione dell’app e del sito ad aprile 2026, seguita dalla chiusura dell’API a settembre 2026, chiude il discorso in modo netto. È stato un modello importante e influente, più che uno strumento su cui costruire oggi un lavoro. Chi vuole partire adesso con il video generativo trova nelle alternative ancora attive, Veo e Runway su tutte, il punto di riferimento pratico. I dettagli sulla fine del servizio restano consultabili nell’annuncio ufficiale di Sora 2 e nella pagina di supporto sulla dismissione di OpenAI.

Categorie Recensioni
Tool Sora
Aziende OpenAI
Alessandro Ferri

Alessandro Ferri

Redazione · Recensioni

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