Tre aziende, tre annunci, un mese di settembre fittissimo. Il 22 settembre Anthropic ha sostituito Claude Opus 5 con Claude Opus 5.5. Il 28-29 settembre è arrivato Claude Sonnet 5.5. Il 29-30 settembre OpenAI ha lanciato GPT-6.1 Sol dopo aver bloccato all’ultimo il debutto di GPT-6.1 Astra per problemi di sicurezza. Il 1° ottobre Google ha mostrato Gemini 4 Argon, presentato come il modello più potente mai costruito dall’azienda. Di modelli nuovi, nelle stesse settimane, ce ne sono tanti: la domanda che conta per un lettore italiano non è quale vinca sulla carta, ma quale si possa davvero usare oggi, e a quale prezzo.
Il tempismo non è un caso. L’annuncio di Opus 5.5 è arrivato a poche ore da quello di OpenAI su GPT-6 Sol e Luna, tanto che diversi osservatori americani li hanno descritti come una risposta quasi speculare fra le due aziende, a poche settimane dalla quotazione di Anthropic a Wall Street prevista per novembre. Google, dal canto suo, presenta Argon come la prova che il distacco dai due rivali statunitensi si sia ridotto, anche se per ora lo fa con un modello che quasi nessuno può ancora toccare con mano.
Gemini 4 Argon: il più promettente è anche il meno disponibile
Google distribuisce Gemini 4 Argon solo a un gruppo ristretto di partner di cybersicurezza, attraverso il programma Fairwind. L’azienda lo descrive come capace di trovare, validare e correggere da solo vulnerabilità critiche nel software: il caso che cita più spesso riguarda il decoder video libgav1, dove agenti basati su Argon avrebbero sostituito 32.000 righe di codice SIMD ottenendo prestazioni 2,7 volte più veloci. Sul Vals Index, una classifica indipendente dedicata al lavoro professionale, Google rivendica per Argon il 68,9%, primo posto e prima volta che un modello della famiglia Gemini guida questa misura.
Dentro Google stessa, però, il giudizio non è unanime: alcuni dipendenti pensano che i modelli di Anthropic restino avanti in alcuni ambiti, altri che Google abbia recuperato terreno. Tulsee Doshi, a capo del prodotto Gemini, ha respinto la lettura pessimista parlando di “prestazioni solide”. Quello che conta per chi legge da qui è più semplice: oggi Argon non ha un listino pubblico, non si può comprare né in API né tramite abbonamento. Google promette che il prossimo giro toccherà ai clienti paganti dell’API e agli abbonati Google AI Ultra, ma senza una data precisa, solo “il prima possibile” (come riportato da Yahoo Finance).
Claude Sonnet 5.5: lo stesso prezzo, meno token per lo stesso lavoro
Anthropic ha presentato Sonnet 5.5 come un aggiornamento diretto di Sonnet 5, non un salto generazionale: stessa fascia di prezzo, risposte oltre il 30% più veloci secondo l’azienda. La novità reale riguarda l’efficienza: nel caso citato da Anthropic, il gestore patrimoniale Balyasny Asset Management avrebbe misurato circa 121.000 token per una risposta su un’analisi complessa, contro i 497.000 che la stessa analisi richiedeva con Sonnet 5. È da qui, non da uno sconto sul listino, che arriverebbe il risparmio fino al 30% sul costo per attività: si paga la stessa cifra per ogni milione di token, ma ne servono molti meno per arrivare al risultato.
GPT-6.1 Sol: più economico di Astra, tranne quando conta l’uso del computer
OpenAI ha lanciato GPT-6.1 Sol il 29 settembre come versione più economica di GPT-6 Astra, il modello di punta arrivato a inizio settembre. I primi numeri indipendenti confermano il risparmio, ma mostrano anche dove si paga in prestazioni pure. Su DeepSWE 1.1 (programmazione autonoma, livello alto di ragionamento) Sol ottiene il 75,2% contro il 73,2% di Astra, spendendo 0,65 dollari a task contro 3,92. Sull’analisi di documenti complessi (GDP.pdf) il margine è simile: 32,0% a 0,35 dollari contro il 31,0% di Astra a 1,79. Il quadro si ribalta su OSWorld 2.0 offline, che misura l’uso autonomo del computer al livello massimo: qui Astra arriva al 73,5%, Sol si ferma al 71,4%, anche se la differenza di costo resta enorme (9,44 dollari contro 1,27). Chi lavora soprattutto su compiti di automazione del desktop ha quindi un motivo concreto per restare su Astra; chi fa principalmente programmazione o analisi testuale trova in Sol lo stesso risultato, o quasi, a una frazione del costo.

I prezzi, voce per voce
I listini pubblici dei tre produttori non sono direttamente comparabili voce per voce: Anthropic e OpenAI pubblicano prezzi API per milione di token, Google per ora non pubblica alcun prezzo su Argon. Le cifre sotto sono in dollari, con la conversione in euro al cambio corrente (circa 0,87 euro per dollaro, lo stesso usato nella nostra guida su Opus 5.5).
| Modello | Produttore | Input per milione di token | Output per milione di token | Disponibilità oggi |
|---|---|---|---|---|
| Claude Opus 5.5 | Anthropic | 4 $ (circa 3,49 €) | 20 $ (circa 17,44 €) | Pubblica, via API e piani Claude |
| Claude Sonnet 5.5 | Anthropic | Stessa fascia di Sonnet 5 (nessun aumento dichiarato) | Stessa fascia di Sonnet 5 | Pubblica, via API e piani Claude |
| GPT-6 Astra | OpenAI | 10 $ (circa 8,72 €) | 50 $ (circa 43,60 €) | Pubblica, ChatGPT Plus/Pro/Business e API |
| GPT-6.1 Sol | OpenAI | Fascia Sol, circa 2 $ (1,74 €) | circa 10 $ (8,72 €) | Pubblica, incluso nei piani ChatGPT e via API |
| Gemini 4 Argon | Nessun listino pubblico | Nessun listino pubblico | Solo partner Fairwind (cybersicurezza); API e Google AI Ultra “il prima possibile” |
Misurazione dei benchmark citati: fine settembre-inizio ottobre 2026, dati dichiarati dai singoli produttori salvo dove indicato come misurazione indipendente. Su questo tipo di confronti i numeri invecchiano in fretta: un benchmark di oggi può cambiare risposta dopo il prossimo aggiornamento silenzioso di uno dei tre modelli.
Chi preferisce un abbonamento invece dell’API trova un’asimmetria curiosa fra i due produttori utilizzabili oggi. OpenAI pubblica un listino italiano in euro per ChatGPT: gratis senza GPT-6, 8 euro al mese per il piano Go (che resta su GPT-5.6 Luna), 23 euro al mese per Plus (accesso limitato ad Astra, pieno a Sol e Luna), da 103 euro al mese per Pro. Anthropic, almeno sul listino pubblico consultato, mostra ancora i prezzi in dollari: piano gratuito a 0 dollari con solo Sonnet e Haiku, Pro a 20 dollari al mese (17 dollari con fatturazione annuale, circa 14,80-17,40 euro al cambio corrente) con accesso a tutti i modelli compreso Opus, Max da 100 dollari al mese (circa 87 euro) per chi consuma molto. Un utente italiano paga comunque l’equivalente in euro al momento dell’addebito: la differenza è che OpenAI fissa già un numero in euro, Anthropic no.

Quale dei tre conviene, in base a cosa ci devi fare
Per chi scrive, programma o analizza documenti senza bisogno di agenti che operano un computer intero, ChatGPT con GPT-6.1 Sol è oggi l’opzione con il miglior rapporto fra risultato e spesa fra i modelli davvero disponibili: i benchmark indipendenti gli danno quasi la parità con Astra a una frazione del costo. Per chi lavora su compiti agentici lunghi, dove la sintesi conta più della velocità di battuta, Claude resta la scelta più solida: Opus 5.5 per il lavoro più delicato, Sonnet 5.5 per tutto il resto, con un risparmio reale che arriva dal minor consumo di token più che da un taglio di listino. Per chi ha vincoli di sicurezza stringenti o lavora in un team di cybersicurezza con accesso al programma Fairwind, Gemini 4 Argon è l’unico dei tre che vale la pena testare subito; per chiunque altro resta, per ora, un modello di cui si parla sui benchmark altrui, non uno che si possa aprire e usare. Chi scrive per lavoro tutti i giorni e cambia poco il tipo di richiesta trova in Sonnet 5.5 il compromesso più stabile: lo stesso prezzo di prima, risposte più rapide, e secondo i dati di Anthropic un consumo di token che si riduce senza bisogno di cambiare come si scrive il prompt. Chi invece parte da un budget pari a zero ha comunque accesso a un modello capace: GPT-5.6 Luna resta gratis dentro ChatGPT, mentre il piano gratuito di Claude dà accesso a Sonnet (non più al solo Haiku), la differenza più concreta fra i due extra-economici di oggi rispetto a un anno fa.
Chi deve scegliere oggi, con un budget reale e senza accesso a programmi riservati, si trova davanti solo due famiglie utilizzabili: Claude e ChatGPT. La nostra guida su quale modello di Claude conviene usare, la guida a GPT-6 Astra e il confronto fra Claude Sonnet 5.5 e GPT-6 Astra sui benchmark indipendenti restano i punti di partenza più aggiornati per capire dove va il proprio caso specifico.
Perché questi numeri non sono l’ultima parola
Ogni produttore sceglie i benchmark che raccontano meglio la propria versione dei fatti: Anthropic cita Terminal-Bench e FrontierCode, OpenAI preferisce DeepSWE e OSWorld, Google il Vals Index. Nessuno dei tre insiemi di test misura esattamente la stessa cosa, e i punteggi dichiarati dalle aziende vanno letti insieme, quando possibile, a una misurazione indipendente: è il motivo per cui il confronto fra Sonnet 5.5 e Astra linkato sopra ha un valore diverso da un comunicato stampa. Con Argon ancora chiuso a quasi tutti, poi, manca proprio il terzo termine di paragone: quello che un utente qualunque può provare con le proprie mani.
Quando Google aprirà Argon all’API a pagamento, questo confronto andrà rifatto da capo, con prezzi reali al posto di un listino che ancora non esiste. Fino ad allora, chi deve scegliere oggi lavora con due soli modelli davvero sul mercato, e con dati che vale la pena ricontrollare ogni volta che uno dei tre produttori rilascia un aggiornamento silenzioso.


