L’unico che genera vero vettoriale SVG modificabile: ottimo per chi fa design, ma il piano gratuito è quasi inservibile.
Pro
- Genera SVG veri, modificabili per livelli
- Tela infinita con molti strumenti di editing
- Forte su loghi, icone e testo
Contro
- Piano gratuito senza uso commerciale, immagini pubbliche
- Crediti mensili si azzerano e non si accumulano
- Crediti extra solo dal piano Basic in su
Recraft è uno degli strumenti di generazione di immagini più citati fra chi lavora nel design, e il motivo è uno solo: è fra i pochi che produce grafica vettoriale vera, cioè file SVG fatti di linee e forme modificabili, non di pixel. Ho passato qualche ora sul sito ufficiale di Recraft per capire cosa offre oggi, cosa costa e dove sta il trucco. Perché un trucco c’è, e riguarda il piano gratuito.
Chi c’è dietro e cosa fa
Recraft è nata negli Stati Uniti nel 2022 e ha sede a Londra. L’azienda dichiara oltre tre milioni di utenti in duecento paesi e più di 350 milioni di immagini generate, e cita fra i clienti Netflix, Airbus, HubSpot, Asana e Ogilvy. Sono numeri forniti dall’azienda stessa, non verificati da terzi, ma danno l’idea della scala.
Il prodotto si chiama Recraft Studio ed è una tela infinita dentro il browser: si generano immagini, si spostano, si affiancano, si modificano. Il modello di casa è arrivato alla versione V4, con una V4.1 usata per il vettoriale. Accanto ai modelli propri, Studio ospita anche modelli di altri fornitori, fra cui Ideogram, e una serie di modelli video. Oltre alla generazione ci sono strumenti di contorno: rimozione dello sfondo, ingrandimento, gomma ad area, unione di immagini, generatore di mockup, conversione di formati.
Il vettoriale è il motivo per cui esiste
Qui serve una premessa tecnica breve. Un’immagine normale, generata da quasi tutti gli strumenti AI, è fatta di pixel: se la ingrandisci troppo sgrana. Un file vettoriale, invece, descrive le forme con formule matematiche, quindi resta nitido a qualsiasi dimensione, dalla favicon da 16 pixel al cartellone stradale. È il formato con cui si fanno loghi, icone e illustrazioni piatte.
Recraft genera SVG direttamente dal prompt, con percorsi separati e livelli che si possono aprire e modificare. Da lì si può ricolorare l’intera tavolozza con un clic, ridurre il numero di colori per semplificare il disegno, o intervenire sulle singole forme. C’è anche la strada inversa: si carica un’immagine a pixel e la si converte in SVG con il vettorizzatore.
Questa è la differenza sostanziale con quasi tutta la concorrenza. Midjourney produce immagini bellissime ma sempre a pixel: se serve un logo scalabile bisogna ridisegnarlo a mano. Ideogram ha fatto della tipografia il suo punto forte, ma resta anch’esso nel mondo dei pixel. Se il lavoro finisce in stampa, su un’app o su un sito che deve essere nitido su ogni schermo, questa distinzione non è un dettaglio.
Cosa si può fare davvero senza pagare
Il piano Free costa zero e sulla carta include la libreria degli stili e la creazione di stili personalizzati, cioè la funzione che permette di caricare immagini di riferimento e chiedere a Recraft di generare sempre in quel linguaggio visivo. È la funzione più interessante per chi ha un’identità di marca da rispettare.
Il problema sono i limiti scritti nero su bianco nel listino. Il piano gratuito consente tre generazioni per stile al giorno, tre caricamenti di immagini al giorno, un massimo di due immagini per generazione, nessuna generazione in parallelo e solo i modelli Recraft. Ma soprattutto: tutte le immagini generate sono pubbliche, e non è previsto l’uso commerciale.
Detto in modo diretto: con il piano gratuito non si può lavorare. Si può provare lo strumento, capire se lo stile del modello convince, fare qualche test. Non si può consegnare niente a un cliente, e quello che si genera finisce nella galleria pubblica. Vale la pena saperlo prima di investirci una settimana di prove.
I prezzi, in dollari
Il listino di Recraft è in dollari statunitensi e i prezzi indicati sono al netto dell’IVA, quindi la cifra che si paga davvero dall’Italia è più alta di quella esposta. I pagamenti passano da Stripe e si accettano carte e bonifico.
Il piano Basic costa 12 dollari al mese pagando mese per mese, oppure 10 dollari al mese scegliendo l’annuale, cioè 120 dollari in un’unica soluzione. Include mille crediti al mese, i diritti commerciali, le generazioni private, i modelli di terze parti, i caricamenti illimitati, fino a quattro immagini per generazione e fino a cinque generazioni in parallelo. È il primo piano con cui si può effettivamente lavorare.
Il piano Pro passa a 20 dollari al mese, o 16 al mese con l’annuale (192 dollari), e porta i crediti a duemila aggiungendo la generazione video e la priorità in coda. Il piano Teams parte da 22 dollari al mese per postazione, 18 con l’annuale (211 dollari), e aggiunge lo spazio di lavoro condiviso, gli stili condivisi, la fatturazione centralizzata e l’accesso unico aziendale.
Un dettaglio sui crediti che conviene tenere a mente: quelli inclusi nell’abbonamento si azzerano all’inizio di ogni ciclo di fatturazione e non si accumulano. I crediti acquistati a parte, invece, non scadono, ma si possono comprare solo dai piani Basic e Pro in su. Chi genera a raffica per due settimane e poi si ferma un mese butta via metà di quello che ha pagato.
Rispetto a Ideogram e Midjourney
Il confronto più stretto è con Ideogram, che condivide con Recraft l’attenzione al testo dentro le immagini e alla grafica. Ne abbiamo parlato in dettaglio nel confronto fra Recraft e Ideogram su tipografia e design: la sintesi è che sono strumenti vicini ma con priorità diverse, e il vettoriale è la carta che solo Recraft può giocare.
Con Midjourney il paragone è quasi improprio, perché rispondono a bisogni diversi. Midjourney punta sulla resa estetica dell’immagine finita ed è imbattibile quando serve un’illustrazione o una fotografia sintetica di forte impatto; chi parte da zero trova una guida per iniziare con Midjourney e una recensione della versione 7 già sul sito. Recraft, al contrario, è pensato per il momento in cui l’immagine deve entrare in un progetto: essere ricolorata, ridimensionata, esportata in un formato che un altro programma sappia aprire.
Sul fronte dei diritti d’uso il quadro è quello generale del settore, con differenze non banali fra un servizio e l’altro: chi deve pubblicare per un cliente farebbe bene a leggere il confronto fra DALL-E e Midjourney sull’uso commerciale prima di scegliere.
Quello che non convince
Il piano gratuito, come detto, è più una vetrina che una prova seria. Tre generazioni per stile al giorno e nessun diritto commerciale significano che la valutazione vera comincia solo dopo aver pagato almeno un mese.
Il sistema a crediti aggiunge un’incertezza fastidiosa: il costo di ogni operazione cambia a seconda del tipo di azione e del modello scelto, e i modelli esterni hanno un listino a parte. Sapere quanto durerà un abbonamento richiede di provarlo, e questo rende difficile fare un preventivo.
Poi c’è una cosa che nessuna scheda prodotto dice e che va verificata sul proprio lavoro: un SVG generato da un modello non è automaticamente un SVG pulito. La quantità di percorsi, la sensatezza dei livelli e la facilità con cui si mette mano al file dentro un programma di grafica dipendono molto dal soggetto e dal prompt. Chi arriva da un flusso di lavoro professionale dovrebbe testare proprio quello, aprendo i file esportati nel programma che usa ogni giorno, prima di decidere se Recraft gli fa risparmiare tempo o gliene fa perdere in ripuliture.
Per chi ha senso
Ha senso per chi produce icone, loghi, illustrazioni piatte e materiale di marca in quantità, e per chi ha bisogno che il risultato sia scalabile e modificabile. Ha senso anche per i piccoli studi che vogliono uno stile coerente su decine di grafiche senza ridisegnarle una per una. Dodici dollari al mese, per quel tipo di lavoro, si ripagano in fretta.
Non ha senso per chi cerca immagini fotorealistiche o illustrazioni d’autore da usare così come sono: lì la concorrenza fa di meglio. Non ha senso per chi genera poche immagini al mese, perché i crediti non accumulati rendono l’abbonamento sprecato. E non ha senso per chi contava di lavorare gratis, perché quella porta è chiusa in modo esplicito.
Resta un punto aperto. Recraft ha costruito il suo vantaggio su una capacità tecnica precisa, la generazione vettoriale, in un mercato dove ogni modello nuovo copia le funzioni del vicino nel giro di pochi mesi. Quanto a lungo quella capacità resterà un’esclusiva è la domanda che decide se questo abbonamento vale un anno o soltanto un trimestre.



